Libere di… VIVERE On The Road

La galleria dedicata ad un itinerario tra i monumenti al femminile.

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Osvaldo Moi

Scultore da sempre, Osvaldo Moi sin dalla sua infanzia manifesta una forte propensione alla scultura. Con un semplice coltellino, e in seguito con l’innovativo temperalapis, si cimenta sin dalle scuole elementari nella creazione di matite dalle forme più stravaganti lontano dagli sguardi della maestra. Sin da allora il suo stile unico, a volte ironico, sempre originale, segue curve essenziali e amore per il dettaglio. Le sue opere sono realizzate privilegiando il bronzo e i legni pregiati. Fa uso di materiali innovativi come alluminio, vetro-resina, plexiglass, resine epossidiche. Ama soprattutto esprimersi nel figurativo, ma si apre al surrealismo con la scultura. Essendo un creativo poliedrico, i suoi lavori sovente strizzano un occhio al design. Come ex Sottufficiale e pilota di elicotteri dell’esercito italiano dal 1980, nei suoi 37 anni di servizio, quando non era all’estero o in missione, ha sempre dedicato il suo tempo libero alla continua sfida con se stesso attraverso il confronto con le materie e il gioco delle forme.

Cristina Trivulzio di Belgiojoso

Cristina nacque nel 1808 e visse nel pieno del Risorgimento italiano, ebbe contatti con tutti i maggiori protagonisti dell’epoca e sovvenzionò insurrezioni. Nel 1838 ebbe una figlia e si separò molto presto dal marito Belgiojoso. Organizzò un battaglione a Napoli per contribuire alle Cinque Giornate di Milano, diresse gli ospedali a Roma durante gli scontri del 1849, corrispose con Carlo Alberto e con Napoleone III; tenne salotti a Parigi con ospiti illustri e le furono attribuiti flirts con poeti, storici e musicisti; si avventurò da sola in Oriente dove organizzò una comunità agricola partendo dal nulla. Nel 1855 tornò a Locate, alle porte di Milano, dove aveva costruito asili, scuole e modernizzato il paese, portandolo ad un livello sociale molto al di sopra della situazione tipica di quel periodo.

La statua è situata in Piazza Belgioioso a Milano ed è stata realizzata da Giuseppe Bergomi.

La Lampada senza Luce

Ci troviamo in Puglia, a Galatina, per ammirare l’opera “La Lampada senza Luce”. Un monumento femminista realizzato nel 1928 dell’artista Gaetano Martinez, che in questo nudo di dama sviluppa un’enigmatica figura femminile, come una bagnante adagiata su un manto, ritratta in una posa liberamente ispirata ai sepolcri medicei di Michelangelo. La pupa, come viene chiamata dagli abitanti di Galatina, schiaccia sotto un piede un volto umano e nella figura è possibile scorgere sotto la coscia destra anche un altro volto, avvolto dal tessuto. Questa immagine simbolica vuole rappresentare la bellezza e la libertà che trionfano sull’oppressione maschile e sull’oscurantismo dell’epoca.

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