Questa opera rappresenta in modo simbolico il legame tra controllo economico e perdita di autonomia, attraverso immagini forti di equilibrio spezzato e dipendenza.
L’immagine raffigura una scena notturna dominata da un cielo blu profondo, punteggiato di stelle luminose. Tuttavia, dal cielo non cadono stelle, bensì grandi monete dorate, brillanti, che scendono come una pioggia d’oro, simbolo di ricchezza e potere. In primo piano, sulla sinistra, si staglia la sagoma scura di un uomo, imponente e piegato in avanti, con il capo chino. È una figura priva di luce, quasi un’ombra che occupa lo spazio. Dalla sua bocca si sprigiona la frase: «Amore, tanto hai il mio stipendio, non hai bisogno di lavorare». Le parole non restano sospese nell’aria, ma si intrecciano fino a formare una sorta di gabbia che avvolge una donna posta poco distante. La donna è in piedi accanto a un telescopio, con lo sguardo rivolto verso il cielo, nel tentativo di osservare le stelle. Tuttavia, la presenza dell’uomo e il peso delle sue parole le impediscono di vedere chiaramente: la sua figura oscura il cielo e le monete luminose che cadono dall’alto, trasformando il sogno e l’aspirazione in un orizzonte negato.
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